Skip to content
ArteMagazine | Editorial Board

Firenze. A Palazzo Corsini la 31ma edizione della BIAF, che celebra 60 anni di attività
Editorial Board
July 12, 2019

La Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (1959-2019) promuove anche la prima “Florence Art Week” una settimana di eventi, mostre, performance ed incontri che coinvolgerà tutte le Gallerie fiorentine, dall’arte antica al contemporaneo

FIRENZE - Si svolgerà dal  21 al 29 settembre 2019 la 31ma edizione della BIAF, Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze. Protagoniste saranno 77 gallerie del panorama internazionale specializzate nelle più diverse discipline artistiche, tra cui 16 new entry.

La qualità e la concretezza delle proposte d’arte esposte in mostra, insieme all’unicità del luogo, Palazzo Corsini affacciato sull’Arno e Firenze tutto intorno, sono gli elementi che la contraddistinguono e ne fanno la seconda manifestazione al mondo per l’arte antica. 

“Il mio sogno – spiega Fabrizio Moretti, Segretario Generale della Biennale - è che la BIAF possa portare alla luce tutte quelle opere che sono importanti documenti della storia dell’arte, grazie all’appassionato impegno di tutti i suoi galleristi, diventando così un punto di riferimento per il mercato dell’arte ma anche per un pubblico più vasto in Italia e non solo”.

Il Sindaco Dario Nardella, intervenendo alla presentazione di questa edizione,  ha sottolineato l'importanza della qualità espressa dalla Biennale: “Solo sulla qualità si può costruire una offerta culturale che non sia scevra anche dagli aspetti economici, Firenze è la città dove è nata la filantropia, dove è nato il collezionismo moderno, dove possiamo dire che sono nate le radici del moderno mercato dell'arte. Noi dobbiamo difendere il mercato dell'arte, quello trasparente, quello legale, quello che protegge e tutela la cultura, dobbiamo combattere con severità il mercato illegale, perchè è il mercato illegale che getta un'ombra su tutto il grande mondo del commercio dell'arte che non merita i pregiudizi che ancora esistono, esistono nel mondo degli intellettuali, nelle istituzioni e fra i legislatori, bisogna distinguere il mercato che fa bene al nostro al collezionismo, all'economia, che piace e che fa apprezzare l'Italia nel mondo, da quelle pratiche che sfruttano i beni culturali che nulla hanno a che vedere con il diritto universale di ogni individuo di fruire della bellezza di un'opera d'arte.”

ll progetto di allestimento, creato da Matteo Corvino appositamente per la BIAF 2017, come promesso, riserverà delle sorprese che ruoteranno principalmente intorno alla messa in scena degli spettacolari lampadari progettati da Carlo Scarpa e realizzati da Venini, della circonferenza di un metro e altri tre metri e mezzo provenienti dall’ex Teatro Comunale di Firenze, che saranno posizionati nei due ingressi con la collaborazione dei laboratori di alto artigianato di San Patrignano. 

I principali protagonisti del mercato mondiale dell’arte – tra i nuovi Simon C. Dickinson e Peter Finer di Londra, Nicholas Hall di New York, Galerie Canesso di Lugano e Parigi, la Galerie Sismann di Parigi, Galleria Continua di San Gimignano, la spagnola Deborah Elvira e Galleria Poggiali di Firenze – presenteranno una ricca selezione di oltre 5.000 opere. 

Tra le opere da segnalare in questa edizione

Per la pittura: una veduta del Redentor di Venezia, olio su tela del Canaletto (1697 – 1768) sarà esposta da Galleria Dickinson; da Matteo Lampertico sarà visibile l’olio su tela del 1716-18 Siface davanti a Scipione l’Africano di Giambattista Tiepolo; la Galleria Salamon presenterà una tempera su tavola a fondo oro con Madonna col bambino in trono fra sei santi recentemente individuata da Angelo Tartuferi come opera del pittore fiorentino Ventura di Moro(Firenze 1399 - 1486), datata 1430 circa; un olio su tavola con Sacra Famiglia con San Giovannino di Domenico Beccafumi (Siena, 1486 – 1551) sarà in mostra presso Galleria Orsi; Galleria Marletta porterà un olio su tela con cornice originale Venere educatrice di Amore di Pelagio Palagi (Bologna 1775-Torino 1860), del secondo decennio del diciannovesimo secolo; una tempera su tavola San Pietro Martire nella sua cella conversa con tre vergini (Agnese, Caterina e Cecilia) di Antonio Vivarini (documentato in Veneto 1440 – 1476/1484), opera del 1450 circa notificata nel 2006, sarà in mostra nello stand di Enrico Frascione; l’olio su tela The Philosopher di Dirck van Baburen, datato 1618-19 circa, sarà esposto da Nicholas Hall; Antonacci-Lapiccirella propone un doppio ritratto di Giovanni Boldini, fronteDonna con cappello e verso Donna nuda seduta, 1905 circa.

...

Back To Top